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Manuel García-Llera Añón / Product Designer · Design EngineerContatti

HCI · Cultura materiale

Dall’oggetto all’interfaccia: ciò che perdiamo quando scompare la materia

Mi interessa capire come un’interfaccia possa suggerire peso o resistenza attraverso il suo aspetto e la sua risposta.Di Manuel García-Llera Añón · 2 min di lettura

Ho iniziato a pensare alle interfacce partendo dagli oggetti. Tornare a uno schermo dopo averne studiato il peso culturale rende difficile vedere un pulsante come una superficie neutra: può sembrare morbido o rigido, una transizione può trasmettere continuità o rottura e una gerarchia può invitare al contatto o alla distanza.

Il mio interesse per questa domanda nasce nella cultura materiale. Gli oggetti quotidiani raccontano valori, vincoli e modi di vivere. Quando il prodotto diventa interfaccia, questa capacità non scompare: cambia canale.

La materia diventa comportamento

Su uno schermo, la texture non dipende soltanto dalla grana o da un’ombra. Dipende da come risponde il sistema: quanto impiega, che cosa cede, che cosa resta e come riconosce l’intenzione della persona.

Progettare questa dimensione aptico-ottica significa coordinare forma e tempo. Un’animazione ha senso solo quando rivela una relazione, conferma un’azione o aiuta a costruire un modello mentale.

Oltre l’apparenza

L’opportunità per l’HCI è studiare quali qualità materiali possano passare ai sistemi digitali senza imitare goffamente il mondo fisico. Non servono pulsanti di plastica, ma interfacce il cui comportamento possa essere compreso e ricordato.

Questa è la linea che voglio sviluppare: indagare come la materialità percepita influenzi fiducia, orientamento e decisioni nei prodotti digitali complessi.

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